Shiatsu e Parkinson: un connubio che vale la pena provare

Lo Shiatsu (in italiano si traduce con digitopressione) è una tecnica giapponese riconosciuta dalle autorità mediche giapponesi che affonda le sue radici nella medicina tradizionale cinese, e utilizza dita, palmi delle mani, gomiti, ginocchia, e tecniche di stretching per stimolare alcuni punti e aree del corpo considerate importanti per mantenere uno stato di salute buono o ristabilire uno stato di salute compromesso. I punti sono quelli utilizzati dalle tecniche di agopuntura, mentre le aree, chiamate meridiani energetici, sono quelle che uniscono tali punti. Il principio è di aiutare il corpo a non ammalarsi in primo luogo, e a curarsi da solo se necessario. Un altro aspetto da sottolineare è l’approccio olistico alla diagnosi dello stato di malattia, che integra possibili cause psicosomatiche.

Nonostante lo shiatsu stia avendo ormai da svariati anni un crescente successo in occidente, ci sono pochi studi scientifici pubblicati che ne verifichino attendibilmente l’efficacia. Ne ho trovati un paio di recenti che illustro brevemente di seguito.

Il primo studio [1] è stato condotto su di un campione di 34 donne affette da fibromialgia, successivamente divise in due gruppi di 17 donne, ciascun gruppo avente sintomatologie simili. Ad uno dei due gruppi sono stati somministrati dei trattamenti shiatsu bisettimanali per 8 settimane, mentre all’altro no. Al termine delle 8 settimane il gruppo cui erano stati somministrati dei trattamenti shiatsu ha mostrato un significativo miglioramento rispetto al gruppo di controllo per quanto riguarda il dolore percepito, la soglia del dolore, e la qualità del sonno.

Il secondo studio [2] è stato condotto su di un campione di 37 soggetti affetti da mal di testa primario, cioè per il quale non sono state trovate cause evidenti, e refrattario alle cure standard. Il campione è stato successivamente diviso in tre gruppi. Ad un primo gruppo è stato somministrato un farmaco utilizzato in questi casi (l’amitryptilina), ad un secondo gruppo sono stati somministrati dei trattamenti shiatsu, mentre ad un terzo gruppo entrambe le cose. Tutti e tre i gruppi sono migliorati, ma il gruppo che ha ricevuto solamente trattamenti shiatsu è migliorato di più e non ha sofferto degli effetti collaterali del farmaco.

Su Shiatsu e Parkinson ho trovato un interessante esperienza della Associazione Svizzera Shiatsu Namikoshi [3], che seppur un po’ datata (2005) e non esattamente rigorosa dal punto di vista scientifico, fa ben sperare.  Si tratta di trattamenti somministrati a 8 parkinsoniani che alla fine hanno testimoniato un miglioramento nella rigidità, mobilità, qualità del sonno, ed in generale dello stato psico-fisico.

Infine io, che sono un curioso sperimentatore soprattutto in assenza di effetti collaterali,  nell’ultimo anno ho provato dei trattamenti shiatsu da quattro operatori diversi (una ventina in tutto) e ho constatato un rilassamento generale, una diminuzione dei dolori muscolari, un miglioramento della qualità del sonno, ed un miglioramento del tono dell’umore. Ho anche intrapreso un percorso per diventare operatore, constatando dei benefici significativi anche nel trattare altre persone.

Che dire? Provate anche voi!

[1] http://ard.bmj.com/content/71/Suppl_3/745.1

[2] https://www.abmp.com/updates/news/new-study-tests-efficacy-shiatsu-and-medication-treat-headaches

[3] http://www.namikoshi.ch/projects/assn/download/attivita_volontariato/36_pdf_parkinson.pdf

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