Venti caratteristiche osservabili di un insegnante efficace (Parte 1)

L’Università del Minnesota (USA) ha elencato venti elementi tipici che si possono osservare quando ci si trova di fronte ad un intervento didattico efficace. Mi sono preso la libertà di tradurre aggiungendo dei commenti miei (tutto quello che non è in neretto). Niente di nuovo, trascendentale o rivoluzionario, ma proprio per questo è bene ricordarsene quando si prepara una lezione o prima di entrare in aula:

    1. Inizia in orario ed in maniera organizzata. Sembra ovvio, ma nella mia esperienza potrebbero beneficiarne la maggior parte degli insegnanti che conosco! A volte è divertente prepararsi un piccolo siparietto di entrata per catturare l’attenzione, ad esempio con una battuta, una foto, o un breve filmato.
    2. Rispetta gli studenti e trasmette loro che tiene al fatto che imparino. Più difficile di quanto sembri a prima vista, ma da non sottovalutare. Nella mia esperienza gli studenti intuiranno la nostra passione e dedizione dal nostro atteggiamento, quindi non potremo nascondere facilmente questo aspetto.
    3. Comunica il significato e l’importanza delle informazioni trasmesse. Serve anche a noi docenti in sede di preparazione. Se non sappiamo spiegare perché una nozione è importante, non dovremmo parlarne affatto.
    4. Fornisce spiegazioni chiare, si guadagna l’attenzione ed il rispetto degli studenti, gestisce la classe in maniera efficace. A volte risulta veramente difficile fornire spiegazioni chiare per tutti, quindi bisogna cercare di trovare modi diversi di spiegare le stesse cose: non facile. Parte del guadagnarsi l’attenzione ed il rispetto viene dal punto 2, parte dalla serietà e quotidianità del nostro impegno, parte da aspetti imponderabili. Mi ricordo di quando insegnavo come supplente in un Liceo Classico. C’era un ragazzo che appena entravo in aula usciva. Dopo la lezione l’ho visto e ci ho chiacchierato un po’: ho scoperto che gli piaceva giocare a scacchi, allora abbiamo fatto una partita veloce, l’ho battuto e mi sono guadagnato, da allora in poi, la sua attenzione 🙂
    5. Adotta una metodologia che preveda la partecipazione attiva degli studenti. La lezione in cui il flusso di informazioni va solamente dall’insegnante ai discenti non funziona bene. Quindi interrompersi e fare domande di verifica, proporre esercizi, e osservare il livello di attenzione reagendo di conseguenza, sono tutte tecniche utili per mantenere il controllo sull’intervento didattico.
    6. Varia le proprie tecniche di insegnamento. Difficile, perché bisogna capire chi si ha davanti e trovare soluzioni concrete al volo. Un esempio potrebbe essere rispiegare un concetto (senza ripetere la stessa identica spiegazione) a qualcuno che non ha capito. Un esempio completamente differente si ha quando ci si deve adattare alla formazione a distanza, online o meno.
    7. Spiega in maniera chiara e precisa cosa si aspetta da un compito assegnato. Se potessi tornare indietro nel tempo controllerei ancora una volta tutti i compiti che ho assegnato: c’è sempre qualcosa che sfugge e che potrebbe generare fraintendimenti e interpretazioni errate!
    8. Fornisce feedback immediato e frequente agli studenti sulla loro prestazione. E’ incredibile quanto sia facile, per uno studente e anche per noi insegnanti, credere di aver capito, specie se si tende ad essere pigri! Mi sono fatto troppe volte ingannare da quel movimento sussultorio del capo dello studente che suggerisce un assenso e vedendo il quale mi sono sentito incoraggiato, come docente, a non verificare l’apprendimento. Soprattutto quando non si conosce bene lo studente, meglio verificare, ed eventualmente dare un feedback negativo e poi un incoraggiamento piuttosto che non dare feedback affatto.
    9. Loda le risposte degli studenti ed usa delle domande ulteriori per assicurarsi della comprensione degli argomenti trattati e per approfondirli. Come studente mi sono sentito molto incoraggiato dai docenti che prendevano in considerazione seriamente le mie risposte. In certi casi, con persone poco comunicative, una risposta qualsiasi ad una domanda  del docente potrebbe essere importante per stabilire un canale di comunicazione. Per quanto riguarda le domande degli studenti, mi è capitato spesso di sentire uno studente premettere alla sua domanda: “Forse è una domanda stupida…”. La risposta standard in questi casi dovrebbe essere sufficiente: “Le uniche domande stupide sono quelle non fatte!”
    10. Fornire esempi concreti, pratici, di vita vissuta. A seconda del grado di astrazione dell’argomento trattato, questo può essere più o meno semplice, ma l’efficacia del consiglio non si mette in discussione. Pensare a degli esempi potenzialmente efficaci o interessanti prima della lezione sarebbe l’ideale.

Nel prossimo post commenterò gli altri dieci elementi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.